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Secondo voi, qual è la cosa più importante nel carpfishing? Quella che maggiormente determina la buona riuscita di una pescata?

L’esca? Il terminale? il posto? Il culo?

L’esca, lo sappiamo tutti, è il nostro tallone d’Achille. Spesso focalizziamo l’attenzione solo su di lei. Fantastichiamo sulla sua azione in acqua, di quanto sia attrattiva e quanto possa essere digeribile. Che poi, con tutta probabilità, non sappiamo minimamente come cazzo funzioni l’apparato digerente della carpa, ma il pensiero di darle qualcosa che non le faccia male ci fa stare con la coscienza a posto.

Credo che ogni pescatore abbia la propria classifica e credo anche che sarebbe molto utile ascoltare cosa ne pensa, a tal proposito, un “guru” del carpfishing come Terry Hearn.

E’ stato chiesto a Terry di dare la sua personale classifica e, nonostante non sia l’ultimo degli sprovveduti, ha ammesso di aver avuto delle difficoltà a stilarla.

Ho estratto le parti significative dell’articolo scritto da Terry per il sito Carpology.net

Secondo Terry, ci sono molti aspetti nel Carpfshing che si sommano per dar vita alla formula del successo. Occorre una buona esca, è vero, ma dal momento che ti fidi di quella pallina in particolare, non è più un aspetto rilevante. Tralasciamo l’esca e ci concentriamo su altro. Anche se cappottiamo. Poi, per caso, inneschiamo qualcosa di diverso e interrompiamo un periodo di cappotto.

Questo per dire che ogni aspetto è determinante. La pesca non è un sistema chiuso, ma vanno considerate più variabili possibili, continuamente. Nulla è immobile e i bravi pescatori sono proprio quelli capaci di fare un cambiare nel momento giusto.

Sanno quando farlo, come farlo, in pratica sanno adattarti. Perciò la lista che Terry sta per darci è una sua personale interpretazione dei fattori responsabili del successo. Nessuno è escluso, ma ad ognuno viene data una certa rilevanza.

Posizione / Senso dell’acqua 51%

Quell’1% in più è stato dato proprio per sottolineare l’importanza di questo aspetto. A differenza di rig ed esche, il senso dell’acqua non può essere trasmesso facilmente. Come la maggior parte degli aspetti della pesca, possiamo avere un quadro generale se parliamo con qualcuno, ma la vera capacità di comprensione di una determinata situazione la si può avere solo con l’esperienza. Pescando e pescando e pescando. Sempre in situazione diverse e (aggiungo personalmente) anche con tecniche diverse.

Secondo Terry non ha importanza in quante acque voi abbiate pescato o quanto voi siate realmente bravi. C’è sempre un margine di miglioramento. Un semplice test per capire come progrediamo è quello di guardarsi indietro di 3 o 4 anni per riflettere su cosa abbiamo imparato che, attualmente, utilizziamo regolarmente. Ma se vogliamo veramente metterci alla prova, Terry consiglia di pescare, in inverno, in un grande lago con poche carpe. Se l’istinto vi dice dove pescare vuol dire che siete già a metà strada. In inverno è molto facile sbagliare la localizzazione del pesce, situazione che ci porta ad un sicuro cappotto. Ma anche modificare il proprio approccio al variare delle condizioni meteo sono aspetti che fanno grande un carpista.

Terry si sofferma su un aspetto del carpfishing (che condivido pienamente). Terry dà molta più importanza alla cattura della carpa più grande del lago rispetto a prendere carpe tutto l’anno. Le carpe più grandi sono grandi per una ragione, per cui richiedono molto più impegno per essere catturate. Non la pensate anche voi allo stesso modo?

Strategie di pasturazione e innesco 20%

Ovviamente l’esca è molto importante. Essendoci tante esche qualitative in commercio, la differenza la fa “quanto e quando” usarle. Bisogna sapersi regolare, specialmente con le quantità. Se ci troviamo di fronte un lago con tante carpe, pesce di disturbo e uccelli acquatici, converrà abbondare con le boilies per far si ché tutte le carpe riescano ad assaggiarle. Ma di fronte ad un lago con stock ridotto di carpe, vale la pena fare attenzione ed essere più mirati.

Terminali e presentazione 15%

 I rig sono importanti? Certo che si, ma c’è un aspetto che Terry non sottovaluta e che ritiene fondamentale in un terminale: l’affilatura dell’amo. Non importa quanto sia fatto bene un terminale se non hai la certezza di avere l’amo più affilato possibile, specialmente se si usano ami grandi.

Determinazione 8%

La determinazione è la volontà di avere successo indipendentemente dalle acque. Bisogna essere in grado di pensare oltre gli schemi e focalizzarsi sull’obiettivo. Una cosa è scappottare, una cosa è prendere la carpa più grande.

Organizzazione 5%

Sembra banale ma se non sei organizzato, questa cosa si vedrà dai tuoi risultati. Per organizzazione Terry intende la capacità di poter modificare la pescata in base alle variazioni meteo, fasi lunari, o altri imprevisti. Avere tutto a portata di mano e sapere esattamente dove trovarla. Pensateci bene, a volte questo 5% vale molto di più.

Le piccole cose 1%

Con questo 1% Terry racchiude tutte le piccole cose che possono fare la differenza, come essere troppo esigenti o lavarsi le mani prima di innescare. Tutto quello che ti darà fiducia, migliorerà la prestazione.

Un buon esercizio potrebbe essere quello di stilare la propria lista e confrontarsi con gli altri carpisti. Potremmo stupirci sull’importanza che danno gli altri su aspetti che noi riteniamo “futili”.

Good Vibes!

Valentino D’Intino

 

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