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Quand’è l’ultima volta che siete andati a pesca e avete trovato la posta libera? C’è poco da sforzarsi nel ricordare perché succede così raramente. Ma quelle sporadiche volte, eravamo talmente eccitati che un sorriso ebete e il battito accelerato indicavano il nostro stato di euforia.

Il poter pescare dove vogliamo ci infonde una sicurezza straordinaria. Ma il più delle volte bestemmiamo diversi calendari nel trovare la posta occupata. Dobbiamo ripiegare altrove. Dovendo scegliere, dove vi mettereste? Posta più vicina alla macchina o più lontana e imboscata? Piccola ansa? Lago aperto? Buco nella vegetazione?

Qualunque sia il verdetto, difficilmente è stato preso dopo una valutazione delle condizioni climatiche. Ci siamo messi lì per praticità , per lo spazio a disposizione o per altri motivi. Non dico che sia sbagliato, piace anche a me stare comodo, ma non dovrebbe essere questo il modus operandi corretto. Le cose sono più semplici quando la sessione dura più giorni. Le condizioni climatiche si alternano favorendo il passaggio delle carpe anche nella nostra zona. Ma se peschiamo per poche ore, se abbiamo giusto il tempo di goderci una mattinata, dovremmo (poter) scegliere il posto dove, con maggior probabilità, le carpe sono già presenti.

Ancora peggio quando siamo costretti a pescare nell’unica posta libera. Psicologicamente svantaggiati, sono quelle le situazioni di merd…forte stress nelle quali dobbiamo restare tranquilli e dare il massimo. Prepariamo con cura l’attrezzatura e lanciamo gli inneschi.

Si, ma dove? Che facciamo, sondiamo? Abbiamo tempo (e voglia)? Di solito no, non si sonda, sondare è poco in voga tra i carpisti. A parte chi va in barca, chi pesca da riva sonda poco o nulla e da molto per scontato. “Mio cugggino mi ha detto che al centro del lago ci sono 8 metri d’acqua e che il fondo è tutto piatto”. Beh, io non mi fiderei di informazioni “non verificate” che i pescatori si tramandano come dati certi. I laghi pullulano di cazzari.

Ricapitolando, ci troviamo costretti a pescare nell’unica buca libera, poco tempo a disposizione e con informazioni forvianti. In questo caso non possiamo fare altro che usare la “testa”. Non nel senso di dare sonore testate alla prima quercia che troviamo. Dobbiamo sfruttare al meglio lo spot per riuscire a pizzicare una carpa.

Le carpe sono lì dentro, non aspettano che i nostri inneschi per riempirsi la pancia, ma dobbiamo decidere dove lanciare. Veniamo al dunque, all’argomento di questo articolo. La carpa è strettamente legata a due fattori, che ne condizionano l’esistenza. Sto parlando del VENTO e del SOLE.

In che maniera? Vento e sole modificano (direttamente e indirettamente) le concentrazioni d’ossigeno, la temperatura, spostano le masse d’acqua e regolano la vita di piante e animali, perciò anche delle carpe. Ci avevate mai pensato?

Si lo so, potrebbe risultare banale, ma non lo è affatto. Ci dimentichiamo spesso che le carpe si spostano, si alimentano e si riproducono quando “ci sono le condizioni ottimali”. Per cui, la conoscenza anche minima di come il vento e il sole modifichino i valori di temperatura e concentrazione d’ossigeno, è un vantaggio a nostro favore.

Una volta che fate vostre queste nozioni e cercate di migliorarvi nell’individuazione dei pesci, la classica scelta “io pesco sulla sponda opposta perché li ciò sempre preso” vi risulterà una scelta da minchioni. Le carpe potrebbero essere presenti sulla sponda opposta, è vero, ma anche nel vostro sottoriva.

Premetto che la mia personale esperienza è relativa a gli ambienti che frequento da 25 anni (piccoli invasi abruzzesi). Le indicazioni che sto per darvi sono, per questo motivo, d’interesse per chi pesca in ambienti simili ai miei, ma sappiate che le logiche dietro ai meccanismi di vento e sole sono simili in ogni ambiente acquatico. Oltre alla teoria, poi, c’è la capacità di saper percepire e interpretare dei “segnali” che l’ambiente circostante ci manda. Per farla breve, amici, ci vuole tanta pazienza e voglia di comprendere: NON SI FINISCE MAI D’IMPARARE.

Bene, vediamo di capire in quale punto del lago lanciare.

  • Vento

Il vento letteralmente sposta il pesce. E’ cosi. Lo può spostare verso la sponda sulla quale batte (nei periodi caldi) oppure il contrario (periodi freddi). Una sponda battuta dal vento, nei mesi estivi, avrà una maggiore concentrazione d’ossigeno e l’acqua tenderà ad essere più torbida: è li che cercheremo di catturare una carpa. In questa situazione è meglio lasciare i fili “in bando” così da non insospettire il pesce con le vibrazioni prodotte dal nylon. Nei mesi invernali, al contrario, il vento freddo è il nostro peggior nemico. Sfrutteremo le acque più profonde e quindi meno interessate dalle variazioni di temperatura oppure le sponde sottovento. Non è raro imbattersi in venti caldi durante la stagione invernale. In questo caso, proveremo a sfruttare anche la sponda battuta dal vento per capire se le carpe stanno beneficiando del piccolo aumento di temperatura.

  • Sole

Le carpe non riescono a prodursi da sole il calore necessario a sopravvivere, per cui “inseguono il sole” per riscaldarsi e favorire la digestione. Hey, abbiamo un canneto battuto dal sole in autunno, inverno e primavera? Ecco, io sceglierei quello come hot spot, sia che parliamo di canneto dell’altra sponda, sia che parliamo del sottoriva. Un piccolo accorgimento nella stagione più calda: un forte irraggiamento solare provoca una diminuzione della quantità di ossigeno in acqua per cui è meglio optare per le zone ombrose, più fresche e quindi più ossigenate. Vorrei fare una precisazione sull’irraggiamento solare. Se consideriamo una colonna d’acqua, partendo dalla superficie, lo strato più caldo non è quello superficiale, ma bensì, quello sotto di esso. E’ un errore che molti fanno. L’acqua in superficie è meno calda perché scambia calore con l’esterno ed è soggetta ai venti. Le carpe, molte volte stazionano mezzo metro dalla superficie, senza che ce ne accorgiamo. Eppure sono lì, in superficie e non sul fondo. Gli occhiali polarizzati, a volte, ci aiutano a individuarle.

 

Ci sarebbe molto da parlare sull’argomento, ma vi dico che già sapere quello che ho scritto in precedenza è un bel vantaggio. Molti carpisti sono miopi nei confronti dell’ambiente che li circonda. Sarà che siamo concentrati sulla cattura, sarà che siamo disattenti e distratti, ma in pochi alzano il naso per vedere che cosa li circonda.

Ok, proviamo ad analizzare una situazione “tipo”. Poniamo il caso di avere uno spot con canneto frontale e laterale. Se siamo in Agosto e il vento soffia in direzione del canneto laterale, sceglierò questo spot per provare a pizzicare una carpa. Se invece è Dicembre e il vento è freddo (Tramontana) allora punterò sul canneto frontale, più riparato.

Questo esempio è importante per un motivo. Mi è capitato di parlare con carpisti che, in pieno inverno, pescano nei punti dove hanno già catturato nella stagione estiva. Siamo portati a procrastinare e non cambiare. E’ dovuto al fatto che ci fa sentire sicuri affrontare uno spot nel modo in cui in precedenza ci ha dato risultati, ma fidatevi se vi dico che state sbagliando alla grande. Le carpe vanno inseguite durante le stagioni, perché cambiando le condizioni climatiche e la disponibilità di cibo. Di conseguenza, le carpe modificano il modo in cui si alimentano.

Per concludere, ricordiamoci sempre che le carpe scelgono la porzione d’acqua dove sostare, e in quella zona cercano cibo. Difficilmente, se si trovano in superficie e noi siamo sul fondo, esse scenderanno. Semplicemente si sposteranno quando varieranno le condizioni e il fondo del lago sarà la zona ottimale nella quale vivere. Le carpe potrebbero spostarsi dopo un’ora, dopo una giornata o dopo più giorni. Ecco perché è inutile incaponirsi in un punto solo perché “lì ciò sempre fatto le carpe“.

Prima di lanciare, spendiamo 15 minuti ad osservare il lago e studiarne la situazione. Tra l’atro, potremmo essere anche molto fortunati nel vedere una pinna , delle bollicine, un salto… ecco che quelli sarebbero i 15 minuti spesi meglio della giornata.

Good Vibes!

Valentino D’Intino

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