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Secondo alcune osservazioni fatte sulle carpe, il muco che le ricopre crea una sorta di scia di odore che viene percepita dalle altre carpe. Un po’ come i cani quando li portiamo al parco e annusano ogni siepe. Scopriamo come sfruttare a nostro vantaggio questo comportamento per non sprecare anni della nostra vita inutilmente.

 

E’ inconfondibile l’odore del materassino o della rete del guadino, dopo una cattura. Potremmo scommettere sulla riuscita di una pescata di un carpista ad occhi chiusi: basta annusarlo. In effetti tutte le carpe hanno un muco che le protegge dai parassiti, ma in pochi sanno che quel muco veicola anche segnali della loro presenza.

 

Ti potrà sembrare strano, ma le carpe sono animali molto socievoli, che vivono in branchi anche numerosi e che si guardano le spalle durante l’alimentazione.

 

Il muco, evidentemente, ne attesta la loro presenza, e chissà quale altre informazioni. Non dovresti stupirti, visto che la carpa ha alle sue spalle milioni di anni di evoluzione.

 

Ti starai chiedendo perché ti sto parlando di quel fetido muco che odi tanto e che difficilmente riesci a togliere dalla tua attrezzatura. Ci arrivo subito.

 

Come sempre più spesso mi senti dire, la biologia della carpa e l’osservazione sono due aspetti fondamentali dai quali partire per scegliere la miglior tecnica di pesca.

 

Ora che sai che le carpe rilasciano muco durante il loro vagare (sulla vegetazioni, sui tronchi, ecc), immagina cosa significa questo per un carpista. Se non ti viene in mente nulla, seguimi in questo ragionamento.

 

Quando pasturiamo uno spot, lo facciamo per attirare le carpe e poi catturarle. Giusto?

 

Eh, magari, ma non è sempre così.

 

Grazie ai video girati sui fondali dei laghi, vediamo come spesso le carpe frequentano la zona di pastura, ma senza alimentarsi. In particolare, le prime carpe ad arrivare sullo spot non si alimentano e sono molto sospettose. Man mano che si susseguono le presenze, gli esemplari sono sempre meno diffidenti, cominciando a spilucchiare del cibo, finché non c’è n’è uno che rimane allamato.

 

Con tutta probabilità la “presenza” di altri pesci passati in zona ha rassicurato le carpe che hanno approfittato del cibo.

 

Il muco, un odore familiare, le ha aiutate a fidarsi. Interessante vero?

 

Bene, potresti sfruttare questa informazione a tuo vantaggio, favorendo il prima possibile l’arrivo di esemplari di carpe che lascino “involontariamente” il loro muco.

 

Ad esempio, potremmo aggiungere alcune boilies molto visibili nella pastura, così da attirare il prima possibile delle carpe sullo spot e innescare il processo di “fidelizzazione”.

 

Ci sono centinaia di strategie attuabili, in base al target che ci siamo prefissati (il pesce più grande, il maggior numero di pesci, ecc) e all’ambiente (presenza di altre specie, fondali, meteo, stock di carpe, pressione di pesca, ecc.). Quale sia la migliore, puoi saperlo solo tu, ma c’è un’informazione indispensabile a tutti: la biologia.

 

Questo è il motivo per cui la Biologia della carpa è la sola informazione imprescindibile che ogni carpista deve conoscere.

 

Che tu sia uno stalker, un carpista occasionale, un amante dei grandi laghi e delle barche, non puoi pensare di andare lì fuori a buttare le lenze senza un minimo di conoscenza.

 

Tutti quelli che iniziano a praticare carpfishing senza una base di biologia e solo con informazioni (a volte pessime) trovate in rete, il più delle volte si “abbuffa” di attrezzatura e smette di pescare dopo un paio di anni.

 

Sono quelli che comprano impulsivamente esche e terminali, alla ricerca della boilies magica.

 

Sono certo che conosci qualcuno che ha seguito questo percorso ed ora non pesca più.

 

Spero che tu sia di un’altra pasta, e ti invito a seguirmi in questa ultima parte dell’articolo.

 

Capisco bene che non è facile reperire delle informazioni, tra l’altro in italiano, riguardanti la carpa, i suoi comportamenti, le sue esigenze e le tecniche per catturarla.

 

Io stesso, nonostante vent’anni di pratica alle spalle, impiego molto tempo a scovare informazioni attendibili e di valore.

 

Capisco anche che c’è sempre meno tempo da dedicare alle passioni, per cui voglio lasciarti con un consiglio: concentrati sulla pratica.

 

La pratica non può essere acquistata in negozio ne trasmessa, bisogna FARE. Se vuoi padroneggiare la tecnica, devi poter pescare la maggior parte del tuo tempo libero, così da migliorare la pratica e crearti un tuo personale bagaglio tecnico.

 

Nel frattempo, devi continuare a seguire i mie canali come il gruppo facebook e questo Blog. In questi luoghi trovi solo le informazioni indispensabili per fare un salto di qualità nel processo di crescita.

 

In questo modo, con il tuo impegno e le mie informazioni, praticherai il miglior Carpfishing che tu abbia mai sognato.

 

 
Good Vibes
Valentino

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