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In questo articolo ti aiuterò a comprendere l’importanza di utilizzare pochi terminali e come scegliere la lunghezza giusta per catturare più carpe.

Nel Carpfishing, il terminale è tra gli argomenti più dibattuti, secondo per importanza solo all’esca. Il problema è che ci sono talmente tanti “carp rig” e altrettante varianti, da creare imbarazzo e confusione.

 

Capisco anche che non sia facile scegliere tra tutti i terminali disponibili. Senza una guida e con le poche informazioni a disposizione è impossibile avere le idee chiare.

 

Ma esiste un terminale infallibile?

 

Ogni giorno vedi foto di catture fatte con terminali sempre diversi, a dimostrazione del fatto che non esiste un solo terminale che cattura.

 

Per questo motivo hai la borsa strapiena di terminali di tutte le fattezze, dal rigido al morbido al semirigido, passando da quelli pop-up agli affondanti.

 

Probabilmente non ti basta neanche un solo porta terminali per contenerli tutti. Ogni settimana, le Aziende di settore ti bombardano con nuovi terminali e tu che fai?

 

Li provi, non ci catturi e li abbandoni assieme a tutti gli altri nella rig box.

 

Non è così che devi fare.

 

Il messaggio che voglio trasmetterti è questo: nessun terminale è infallibile (o inutile).

 

Ogni terminale ha la sua massima resa in particolari condizioni. Ma non è un valore assoluto, per lo stesso motivo un terminale potrebbe essere micidiale nelle tue mani e inappropriato se usato da altri carpisti.

 

Devi fare pratica e utilizzare lo stesso terminale in diversi ambienti, in diversi periodi dell’anno.

 

Per fare questo, devi fare una selezione dei terminali che hai, arrivando al massimo a 3 o 4 modelli.

 

Ecco un elenco di aspetti da tenere in considerazione quando decidi di fare pulizia nel porta terminali.

 

 Gli aspetti fondamentali che condizioneranno la scelta sono:

 

  • Carpe: le carpe non sono tutte uguali e l’ambiente in cui vivono condiziona le loro abitudini alimentari. Una carpa che vive in diga si alimenterà diversamente da una che vive in laghetto;

 

  • Fondale: il fondale duro è il più ricercato dai carpisti, ma solo perché in molti non hanno idea di come pescare sul morbido (silt). A questo proposito potresti leggere l’articolo che ho scritto sul silt CLICCANDO QUI

 

  • Esca: al momento abbiamo sicuramente tre categorie di esche (affondanti, bilanciate e popup) che richiedono altrettanti terminali

 

  • Tecnica di pesca: il nostro stile di pesca influisce sulla scelta del terminale, per cui lanciare a 100 metri o poggiare con la barca, richiede terminali diversi

 

Devi sapere che tutti i grandi carpisti inglesi pescano con 3 al massimo 4 rig. Più di una volta ho letto le loro testimonianze e ti assicuro che dovresti immediatamente diminuire il numero dei terminali.

 

C’è un motivo ben preciso per cui lo devi fare: acquisire fiducia.

 

Più utilizzi un terminale, più capisci come trarne il massimo, più hai fiducia in esso, più catturi.

 

Ad esempio, devi poter lanciare (o poggiare) gli inneschi e recuperarli senza grovigli. Devi inoltre testarli nel sotto riva ed essere soddisfatto del mimetismo e della presentazione.

 

In pratica, devi essere pienamente convinto di quello che stai facendo.

 

Non puoi permetterti di recuperare un terminale, dopo 12h di pesca, e trovarlo tutto aggrovigliato. Hai trascorso 12 ore a campeggiare, non a pescare.

 

Dobbiamo poter massimizzare il tempo a disposizione e catturare più carpe.

 

Sembra un processo semplice, ma ci vuole tanta pratica e soprattutto, nessuno può farlo al posto tuo.

 

Adesso che hai uno schema mentale per poter fare le tue scelte, devi cominciare subito a catturare carpe.

 

Si, ma quali carpe?

 

Ti sarai sicuramente accorto che le carpe non sono tutte uguali. Questo aspetto ci porta a dover “calibrare” ulteriormente il nostro terminale, tenendo conto anche della specie di carpa che vogliamo catturare.

 

La morfologia della carpa influisce sul modo di mangiare e di conseguenza su un aspetto spesso trascurato del terminale. Quale?

 

La lunghezza.

 

Per comodità o per pigrizia, costruiamo terminali sempre della stessa lunghezza. Questo è un grosso errore che dimostra di sottovalutare l’obiettivo della pescata, ovvero le carpe che vogliamo catturare.

 

Carpe lunghe e sottili riesco ad aspirare il cibo semplicemente accostandosi sul fondale, mentre le carpe “panciute” devono ruotarsi per avvicinare la bocca al fondo.

 

In questo caso, il terminale dovrà essere più lungo per permettere all’amo di ruotare e posizionarsi correttamente nel labbro inferiore.

Fig1: Strategi Carp Fishing – Robu Hughes & Simon Crow

 

La lunghezza del terminale deve essere calibrata anche in funzione della natura del fondale, delle distanze di lancio, ecc., ma anche e soprattutto in base alla specie di carpa che si vuole catturare.

 

In pochi hanno questo spirito d’osservazione e tutti preferiscono che gli venga detta la lunghezza del terminale, piuttosto che ragionarci.

 

Se stai leggendo questo articolo vuol dire che non sei tra quei carpisti che si affidano al fato o ai consigli di chissà quale guru.

 

Io e il mio gruppo seguiamo un percorso ben preciso per apprendere il Carpfishing: studiare la biologia, imparare le tecniche migliori, scegliere l’attrezzatura più adatta.

 

Ti consiglio di seguire questo percorso, continuando a frequentare il gruppo facebook XXXXXXXX, condividendo le informazioni con i tuoi amici, chiedendomi aiuto ogni volta che ne senti il bisogno (valentino.dintino@gmail.com), e divertendoti. Così hai tutto quello di cui hai bisogno.
Good Vibes!
Valentino

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