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I sistemi sensoriali della carpa hanno il compito di individuare e analizzare il cibo, prima di essere ingerito e assimilato. Sono processi fondamentali, grazie a quali la carpa si nutre, accresce il suo peso e prospera. Sei sicuro di conoscerli e fare in modo di usarli a tuo favore?

 

Quando decidiamo di rollare una boilies, non possiamo fare a meno di soffermarci sulla componente “liquida”. Ne siamo attratti più della carpa. Dal primo giorno che pratichiamo carpfishing, ci accorgiamo che tutto sembra ruotare intorno ai dolcificanti, agli aromi, agli amminoacidi, agli attrattori, agli olii essenziali. Ci improvvisiamo dei piccoli chimici, spesso senza sapere minimamente in che modo possano attrarre la carpa.

 

La triste realtà

La verità è che non abbiamo un’idea precisa su quali e quanti liquidi adoperare. Ci affidiamo a ricette infallibili trovate in rete. Pagate anche per averle! Oppure ci affidiamo “all’amico forte”, quello che ha fatto i pescioni e che ha iniziato a pescare prima di noi. Basandosi sulla sua lunga e intensa esperienza biennale, l’amico-oracolo vi consiglierà l’aroma pineapple perchè… “perchè ciò sempre catturato”.

Ma la carpa percepisce veramente l’ananas o serve per attirare i pescatori? Ma se ne metto di più della dose consigliata, non e’ meglio? E se ci mettessi del colorante verde, così da renderla ancora più naturale?

 

Premessa

Ammetto che l’argomento non è semplice e gli esordienti hanno poche idee e molto confuse. E’ vero, a volte è anche difficile cercare delle informazioni semplici per iniziare.

Ma avventurarsi “alla cazzo”, senza una base solida di informazioni tecniche, è più  un calvario che un’avventura. Sono dell’idea che sia la spiegazione all’ elevato turnover che c’è nel carpfishing.

 

Facciamo chiarezza

Per essere certi di partire con il piede giusto, voglio fare un po’ di chiarezza su come la carpa cerca il cibo, quali “strumenti” ha a disposizione. Sono dell’idea che tutti i carpisti, prima di innescare la loro prima pallina (così come molti praticanti), debbano avere chiare alcune informazioni fondamentali. Ad esempio, il modo in cui la carpa localizza il cibo. Possiamo pescare senza avvisatori, utilizzare shopper bag come borse, sederci a terra invece che su comode sedie, ma dobbiamo conoscere “il nostro avversario”.

 

Quali sono gli stimoli sensoriali dei pesci?

In generale, per localizzare e identificare il cibo, i pesci utilizzano uno o più (in combinazione) stimoli sensoriali:

  • localizzazione visiva: la vista ha un ruolo importante nella localizzazione del cibo. Questo senso diminuisce la sua capacità solo durante la notte e quando l’acqua è torbida;

  • localizzazione elettrica: i pesci emettono piccoli impulsi elettrici e ne analizzano la risposta, proprio come fanno i pipistrelli. Questo sistema è utile ai pesci per definire l’ambiente circostante nella prossimità;

  • recezione meccanica: suoni e turbolenze vengono decodificati dalla linea laterale dei pesci. Più la linea laterale è sviluppata, maggiore sarà la capacità del pesce di analizzare il dato;

  • recezione chimica: i pesci localizzano le prede e il cibo grazie alle scie chimiche emesse da quest’ultimi. La risposta olfattiva sarà maggiore tanto quanto sarà sviluppato il sistema olfattivo del pesce.

 

La carpa possiede tutti questi sensi?

I ciprinidi non possiedono organi sensoriali capaci di elettro-percezione, per cui non fanno uso della localizzazione elettrica. Tutti gli altri sensi, invece, sono utilizzati. Sia singolarmente che contemporaneamente. In particolare, la carpa utilizza maggiormente la vista durante il giorno, all’alba e al tramonto. La ricezione chimica, invece, è uno strumento che la carpa utilizza per sondare il fondo alla ricerca di cibo.

 

 

Ma quale senso è più sviluppato nella carpa?

Nella carpa, la vista e la chemorecezione (recezione chimica) si amplificano a vicenda, creando una combinazione di stimoli. Questo processo è spesso più efficace di un singolo senso. Per questo motivo, la carpa si nutre in modo più efficace impiegando più di un metodo sensoriale nello stesso momento.

Se avete letto fin qui, sicuramente state rimuginando a tutte le volte che avete scelto l’innesco in base all’aroma, trascurando la forma, la dimensione e, soprattutto, il colore.

Magari vi state chiedendo perchè la maggior parte delle catture vengono fatte di notte. Probabilmente vi siete resi conto di tutte quelle ore di attesa inutili senza queste informazioni di base.

 

Dove peschi tu e’ diverso?

Se state pensando che il vostro lago è differente, che il vostro carpfishing è diverso, che le vostre carpe non vedono perchè l’acqua è torbida, state commettendo un grande errore. Quello che avete letto non è frutto della mia fantasia o delle mie esperienze personali. E’ il sunto di un capitolo di Carp Fishing Scienze di Jon Wood. Jon ha sintetizzato una raccolta di lavori scientifici che riguardano le carpe. Conta poco quello che credete o pensate di sapere.

Molti carpisti non sono a conoscenza delle informazioni che avete letto fin’ora. Oppure si rifiutano di accettarle. E’ vero anche che catturano carpe senza queste nozioni di base. Per questo motivo nessun neo carpista inizia il suo viaggio informandosi sulla biologia delle carpe, ma semplicemente buttando una boilies in acqua. Pensa di non averne bisogno.

 

L’inizio è lo stesso per tutti

Abbiamo iniziato tutti così, leggendo una rivista, guardando un tutorial, innamorandoci di quei pesci enormi. Ma nessuno ci vieta di rimediare alle lacune. Non credete?

Non pensate solo a quella volta che avete fatto 10 pesci in una notte. Pensate a tutti i cappotti, a tutte le volte che avete detto “questa notte il pesce non ha mangiato” oppure “se avessi lanciato la quarta canna avrei sicuramente catturato). Le difficoltà aumentano, e di molto, quando un lago è scarsamente popolato, quando le temperature si abbassano, quando l’ambiente è ricco di cibo naturale o c’è una forte pressione di pesca. In questi casi, sapete quanto vale avere delle informazioni su cui ragionare? Valgono oro.

 

Come possiamo utilizzare queste informazioni?

Ogni informazione che abbiamo sulla carpa, è un punto a nostro favore che dobbiamo poter sfruttare. Non è semplice ottenerle neanche per biologi e ittiologi, per cui tutto quello che abbiamo lo dobbiamo utilizzare a nostro favore. La biologia della carpa è come un puzzle: ogni informazione è una tessera di un puzzle. Più tessere abbiamo più il quadro generale si fà chiaro.

 

La vista e la chemorecezione

Prendiamo il concetto della vista e della chemorecezione. Quando rolliamo o compriamo un’esca, dovremmo tenere a mente che questa deve creare una risposta olfattiva e visiva nella carpa. Ora sappiamo che la carpa le sfrutta entrambe e che possiamo trascurare la seconda se peschiamo di notte. In realtà sarebbe meglio dire “dare meno importanza” alla seconda, perché come ho già scritto in un altro articolo (clicca qui), la carpa riesce a vedere anche in condizioni di bassa illuminazione e forte torbidità. Vede molto meno, ma vede.

 

Esempio pratico

Ipotizziamo di pescare solo di giorno. In questo caso valuterei molto bene:

  • dimensione, forma e colore dell’esca: attraggo la carpa con un’esca che contrasti con il fondale, di dimensioni generose se posizionata in prossimità della vegetazione o di piccole dimensioni su fondali morbidi;

  • gusto: una volta che la carpa è stata attratta e invogliata ad aspirare l’innesco, un gusto dolce potrebbe dare l’input di ingoiare;

  • minuteria mimetica: di giorno, è molto importante che la minuteria, quella prossima all’innesco (leadcore, piombo, amo, terminale) sia mimetica sul fondale su cui poggia.

 

La mia strategia

Quello che avete appena letto è un’ipotesi di strategia, che di certo non è Vangelo, ma che si basa su concetti di biologia. Ognuno può progettare la propria. Posso decidere di pescare con esche fluo perchè ritengo che le “carpe di quel lago” ne siano attratte oppure con esche rosso mattone per essere meno visibile. Ognuno può e deve ragionare con la propria testa, sulla base delle esperienze pregresse e tenendo a mente i concetti di biologia espressi in precedenza. Senza queste informazioni basilari, la strategia è pura fantasia o, ancora peggio, emulazione di altri.

 

Conclusioni

Ogni volta che pensiamo di sapere tutto, ecco che si aggiungono nuove informazioni a mescolare e confondere le nostre certezze. Abbiamo visto come sia importante valutare la scelta dell’esca, ma anche della minuteria, sulla base delle capacità di recezione della carpa. Il messaggio che voglio lasciarvi è: aprite la mente. Non sentitevi arrivati e non pensate di sapere tutto. Le informazioni vanno cercate, valutate e assimilate.

Questo è il motivo per il quale continuo a cercare sempre nuove informazioni sulle nostre amiche carpe, e condividerle su questo blog.  Ma non è tutto. Ci vuole pratica.

Good Vibes
Valentino D’Intino
Che vita infernale!

Che vita infernale!

 

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