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La maggior parte dei carpisti passa intere giornate in barca sondando il lago, alla ricerca spasmodica del fondale duro. E il fondale morbido? Vade retro, si pesca solo sul duro!. Ma siamo certi che sul morbido le carpe si rifiutino di mangiare? E se fosse il nostro terminale non adatto e quindi meno “efficace” sul fondale morbido? Bene, basta farsi delle domande e cominciamo a snocciolare l’argomento. Fin’ora abbiamo parlato di fondale morbido come fosse un’entità astratta, mentre dobbiamo cominciare a distinguere le varie tipologie di strati che compongono il fondo dei laghi e capire come la carpa si nutre su essi. Queste nozioni sono importanti prima di costruire un terminale. Citando Sun Tzu: “Conosci il tuo nemico e conosci te stesso: la tua vittoria non sarà compromessa. Conosci il terreno e il cielo: la tua vittoria sarà totale”.

COS’E’ IL SILT

Sul fondo del lago, generalizzando, ci sono due tipi di fondali cosiddetti “morbidi”: quello composto da Silt (limo) e quello composto di Argilla. Tra i due, sicuramente il silt ha una maggior rilevanza per i carpisti perchè, essendo molto meno compatto e plastico, favorisce lo sviluppo di tanti organismi viventi, tra cui il famosissimo bloodworm di cui la carpa è ghiotta. Dove lo troviamo sto silt? In tante zone dei laghi, sia come strato di deposito sui plateau sia come riempimento di piccoli avvallamenti.

COME TROVARLO

Ora sappiamo che nel silt vivono tante bestioline di cui le carpe ne sono ghiotte. Per individuarlo, dobbiamo prendere la benedetta abitudine di sondare lo spot prima di pescarci. Lo so, ci facciamo prendere dall’ansia di lanciare subito gli inneschi in acqua e rimandiamo alla “prossima volta” la sondata. Non è cosa buona e giusta. Possiamo adoperare un ecoscandaglio, un deeper, un piombo e una canna, un barchino, ma dobbiamo assolutamente sondare perché potremmo trovare silt anche dove pensiamo che il fondale sia completamente duro. Se usiamo l’ecoscandaglio sfruttiamo tutte le sue caratteristiche “tecnologiche” per individuare i depositi di materiale sciolto, mentre se siamo vintage (e quindi analogici!) utilizziamo il piombo che ci restituisce delle importanti informazioni. Infatti siamo di fronte un fondale limoso se: 

  • il piombo è quasi completamente pulito (o con poco sedimento attorno) quando viene recuperato;
  • Il piombo sprofonda dopo il lancio ed esercita una forte resistenza iniziale quando viene recuperato;
  • il piombo torna su maleodorante;
  • Il piombo crea una “nuvoletta” di sabbia quando atterra.

CARPE SUL SILT

Trovato il silt, avete la (quasi) certezza matematica che branchi di carpe passino gran parte del loro tempo a filtrarlo. La carpa è capace di “tuffarsi” letteralmente nel sedimento, fino a metà del suo corpo, aspirando, filtrando e assumendo una posizione più o meno verticale che gli inglesi chiamano “tailing”. Se il lago non ha una profondità eccessiva, riusciamo spesso ad individuare gli effetti di questo comportamento:

  • bollicine in superficie che non scoppiano immediatamente (una volta le chiamavano puffer train…)
  • l’acqua torbida a causa del silt in sospensione;
  • le carpe in superficie intente a pulirsi le branchie.

I DUE ERRORI DA EVITARE

Fatte le dovute considerazioni, non vi è motivo di escludere di catturare le carpe quando sono intente a riempirsi la pancia di bloodworm, a patto però, di presentare l’esca nel modo giusto. Infatti molti carpisti, in presenza di silt, fanno due errori che aumentano fortemente le possibilità di cappotto. Vi consiglio di:

NON USARE ESCHE POP-UP. Se ricordate, abbiamo detto che le carpe affondano il muso nel limo perché sanno che in quel particolare ambiente il cibo è sotto lo strato limoso. Non ha molto senso cercare di staccare l’esca. E’ un errore tipico di molti carpisti. Le esche devono poggiare sul fondo, cercando solo di non farle sprofondare troppo;

NON USARE TERMINALI MOLTO LUNGHI. Questo è forse l’errore che maggiormente condiziona il funzionamento dell’auto ferrata. La carpa, quando mangia sul silt, aspira e si sposta molto lentamente verso una direzione, sempre con la testa verso il basso e per un breve tratto. Se il terminale è molto lungo, la carpa aspirerà e sputerà la nostra esca senza che il piombo abbia la possibilità di entrare in azione. Auto ferrata addio!

Se pensavate che pescare sul silt sia cosa facile, sbagliate. Ma i vantaggi sono innegabili, come quello di pescare in una zona a forte presenza di cibo naturale o pescare in una zona dove il pesce normalmente non viene catturato e quindi meno diffidente. Non male come spot, sto silt! 

ALCUNI CONSIGLI UTILI

Per aiutarvi ad approcciare gli ambienti limacciosi posso darvi dei piccoli consigli, sperando nella vostra prima cattura sul silt:

  1. utilizzate terminali morbidi perché il piombo, scendendo nel silt, vi farà “curvare” gli stiff-rig;
  2. la forma del piombo più indicata è quella piatta;
  3. preferite una presentazione “bolt” ad una “in-line”;
  4. usate esche bilanciate (wafter) che galleggiano sul silt, senza sprofondare;
  5. pasturate con boilies schiacciate (schiacciatele con le dita prima di lanciarle), flake o granaglie, evitando di fatto la forma tonda;
  6. dippate le esche, sia da innesco che da pastura, evitando così che s’impregnino dell’odore del fondo risultando meno attrattive alla carpa;
  7. utilizzate esche che contengono farine e liquidi di bloodworm.

 

Good Vibes!

D’Intino Valentino

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