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In questo articolo ti racconterò come utilizzare un semplice pennarello indelebile per rendere il tuo leadcore invisibile.

Sei pronto? Partiamo…

Ti sei mai chiesto se le carpe riconoscono le linee rette? le figure geometriche precise? 

Probabilmente si.

Perchè? Perchè in natura non esistono queste linee rette e questo tipo di figure

Chi dice questo?

Nietzsche (un famoso filosofo tedesco) affermava che:  la matematica “certamente non sarebbe nata, se si fosse saputo fin da principio che in natura non esiste nè una linea esattamente retta, nè un vero cerchio, nè un’ assoluta misura di grandezza

Ora starai pensando: Ehi vale, e questo che c’entra con il Carpfishing?

Beh, per scoprirlo continua a leggere.

Il leadcore è uno tra gli elementi più vicini all’esca e perciò deve apparire il più “naturale” possibile, così da non insospettire la carpa e farla fuggire prima di aver provato la nostra pallina.

Ogni volta che recupero una lenza, dopo ore di attese e con un cappotto sulle spalle, mi domando: Ho sbagliato spot oppure le carpe sono passate e mi hanno sgamato?

Difficile poterlo affermare con certezza. L’unica certezza è che dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che la carpa, insospettita, abbandoni lo spot.

Non vogliamo perdere ore del nostro prezioso tempo ad aspettare un bip che non arriverà mai, giusto?

Giornate intere sotto il sole, con le zanzare, l’umidità, per poi vanificare tutto con una presentazione sbagliata. Dobbiamo fare in modo che questo non accada.

Prendiamo in considerazione ad esempio il leadcore, tralasciando volutamentea i motivi del suo utilizzo e i metodi per costruirlo, ma focalizzandoci solo sul suo mimetismo.

Già in fase d’acquisto dobbiamo scegliere la sua colorazione.

E lo facciamo in base a cosa? Al colore dei conetti che già abbiamo? Al colore che si intona con la cassetta o prendiamo il primo che ci capita a tiro?

Sono certo che tutti sapete che il leadcore va scelto in base alla colorazione del fondale o comunque, a quello che reputiamo ci sia sullo spot (silt, alghe, ghiaia ecc). E per fare questo, bisogna sondare, e sondare, e sondare.

Non mi stancherò mai di ripetere che sondare lo spot (con il deeper, con la barca, con il galleggiante ecc ecc) non è operazione secondaria o che si può bypassare. E’ fondamentale.

Una volta sondato, decifrata la natura del fondale e scelto il colore del leadcore, non abbiamo fatto ancora abbastanza.

Infatti ci sono alcune colorazioni che andrebbero modificate perchè troppo “omogenee”.

Mi spiego. Un leadcore marrone, su tutta la lunghezza, crea una forma geometrica che definiremo “retta”. Magari a parole non sono stato molto bravo a spiegarlo, ma osservate le due foto di seguito (fonte: carplogy.net)

Vedete quelle rette come sono “differenti” da tutto il resto?

Facciamo subito un appunto. Ci sono carpe che mangiano lo stesso in queste condizioni, ma in questo momento non ci interessa.

Noi vogliamo essere il più mimetici possibili, per escludere che anche una sola carpa possa allontanarsi dal nostro spot.

Che poi, le carpe “più furbe” sono anche quelle più anziane e pesanti. Ragionate su questo concetto quando la prossima volta vorrete “un’esca che selezioni le carpe grandi”.

Tornando ai leadcore, alcuni sono molto evidenti, nonostante siano dello stesso colore del fondo. Quella retta è un elemento “innaturale”.

Anche il grande architetto spagnolo Gaudì affermava che in Natura non esistono (o solo in alcuni rari casi) linee geometriche come le rette, il cerchio, l’ellisse…

Interessante, vero?

Bene, adesso vi starete chiedendo:

Come possiamo modificare il colore dei leadcore che troviamo in vendita? Dobbiamo acquistare pennelli, colori, tempere e spray? Ci diamo all’arte?

Tranquilli, la soluzione è molto semplice. Basta utilizzare un pennarello nero indelebile e sporcare il leadcore con tratti casuali per avere un effetto mimetico.

Con il pennarello sporcheremo, a tratti, il leadcore. In questo modo spezziamo la continuità del colore, con il risultato di avere un leadcore con effetto mimetico naturale

In questo modo eviteremo che la carpa possa trovarsi di fronte una forma geometrica a lei sconosciuta.

Un leadcore dal colore omogeneo, assieme ad altri fattori di disturbo (molte esche, fili che vibrano, ombre sulla sponda, rumori vari ecc), potrebbe spaventare la carpa.

Non avremmo un solo bip, una falsa partenza, un segnale evidente del suo rifiuto: solo “l’ennesimo cappotto”.

Per questo motivo sono convinto che bisogna fare attenzione a tanti aspetti del Carpfishing, non solo ad esche e terminali. La scelta dello spot e la sua approfondita conoscenza sono indispensabili per avere successo con le grandi e vecchie carpe.

Continuando ad essere “critici” e apprendendo più informazioni possibili, possiamo stravolgere l’idea che il resto del mondo della pesca ha della nostra tecnica, ovvero di pescatori/campeggiatori che aspettano che l’avvisatore gli dica di ferrare.

So bene che non è così, che dietro ogni elemento, scelta, azione fatta c’è tanto lavoro e tanta passione. Ma non basta.

Occorrono tecnica e tanta pratica.

Vi lascio con una bellissima frase di Stefania Belmondo, campionessa di sci, che recita: “Le migliori vittorie, le più grandi soddisfazioni, i momenti di vera gioia sono quelli per i quali si sono impiegati più tempo, energia e forza, in cui ci si è spesi completamente.”

Se vuoi sapere come funziona la vista della carpa Clicca QUI

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Good Vibes,

Valentino.

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