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Da ragazzino, quando pescavo a fondo, utilizzavo dei piombi sferici bucati del peso di circa 20 o 30gr. Era la grammatura giusta che mi permetteva di lanciare a pochi metri da riva.

Appena percepivo che la carpa avesse l’amo in bocca, attendevo qualche istante e ferravo.

A volte andava bene, ma spesso sbagliavo i tempi, anticipando o posticipando il momento giusto. Il Carpfishing ha di fatto rivoluzionato questo sistema, lasciando al piombo il compito di ferrare il pesce al posto nostro.

Sembrerebbe che le cose si siano semplificate, ma non è proprio così. In realtà abbiamo spostato l’attenzione dalla ferrata (prima) al piombo (dopo).

Per esempio, lascereste ferrare al vostro posto un bambino di 3 anni? Quale forza potrebbe trasmettere alla bocca del pesce? Poca. Conseguenze? Pesce slamato.

Il rapporto tra amo e piombo è un sistema che va perfezionato e studiato “a tavolino”. Per assurdo, non possiamo pensare di utilizzare 50gr di piombo e un amo del n°2 giustificandolo con una pescata a pochi metri da riva.

Questo è un errore tra i più frequenti. Il piombo svolge un’azione fondamentale che non può essere trascurata. Oltre al peso ci sarebbero altre caratteristiche del piombo che andrebbero considerate, ma per evitarvi una forte emicrania, in quest’ articolo trascurerò tutto se non il peso.

A questo punto, chi è ancora del parere che nel Carpfishing il peso del piombo sia ininfluente, può smettere di leggere e accompagnare la morosa al centro commerciale, mentre gli altri sono pregati di sedersi comodi perchè la strada che ci condurrà alla fine dell’ articolo è ancora lunga.

Bene, per prima cosa dobbiamo comprendere in che maniera “lavora” il piombo.

Nel momento in cui la carpa aspira il nostro innesco, c’è un intervallo di tempo in cui il pesce continua ad aspirare e, contemporaneamente, a spostarsi. Nell’ attimo in cui il terminale si distende completamente, il piombo comincia a sollevarsi da terra, facendo penetrare l’amo nel labbro inferiore della bocca della carpa.

Ci siamo. L’amo si è conficcato.

Ci sono variabili infinite che concorrono in questo momento, ma cerchiamo semplificare ipotizzando due casi che si verificano maggiormente:

  • caso A: l’amo, sotto la spinta del piombo, entra nel labbro fino alla curvatura. La carpa si dimena per togliersi quel “fastidio” dalla bocca e contemporaneamente si sposta, facendoci azionare gli avvisatori. Noi ferriamo e l’amo ruota nel labbro, penetrando per tutta la sua lunghezza.
  • caso B: l’amo, sotto la spinta del piombo, entra solo in parte nel labbro. La carpa, con i suoi movimenti, ci avverte dell’abboccata per cui ferriamo. L’amo, invece di ruotare, tende a strappare la porzione di carne del labbro.

E’ banale chiedervelo, ma quale caso auspicate per la vostra prossima sessione? 🙂

Quando si verifica il caso A ci ritroviamo con la maglietta piena di muco e un sorriso da ebete stampato in faccia per diversi giorni. Una sensazione impagabile. Il problema è capire perché si verifica il caso B, cioè quando l’insuccesso va attribuito alla scelta errata del peso del piombo. Ci vuole molta esperienza, ma posso darvi qualche indizio che vi farà dubitare sulla scelta del peso de piombo:

  • assistete ad una partenza fulminea con conseguente ferrata a vuoto, come se avesse abboccato una carpa fantasma;
  • slamate la carpa qualche secondo dopo aver ferrato;
  • avete continui segni d’abboccata per diversi secondi e poi il nulla.

 

Sono certo che avrete provato l’ebbrezza di uno di questi casi, per cui sapete benissimo quanto la cosa sia antipatica.

In questi casi, siamo portati a pensare che l’amo non sia buono o che ci siano scardole e carassi sopra i nostri inneschi.

In pochi ipotizzano di aver sbagliato la grammatura del piombo.

Ci vuole molta esperienza “sul campo” per scegliere la grammatura giusta, ma possiamo accorciare i tempi di apprendimento facendo un piccolo test prima di poggiare la lenza in acqua.

Il test ci aiuterà ad anticipare una probabile slamata per cui, specialmente se si è agli inizi con la tecnica del Carpfishing, consiglio vivamente di effettuarlo.

Che poi, è estremamente facile ed intuitivo. Siete curiosi di sapere come si fa? Bene, la curiosità è l’argilla con cui è formata tutta la conoscenza (cit.)

Passiamo ai fatti. Adagiate il vostro terminale e il piombo già connesso alla lenza madre su un tavolo.

Ora prendete l’amo e poggiate la punta sul polpastrello del dito indice, come se voleste allamarvi. Provate a sollevare il piombo e noterete che:

  • l’amò comincerà a penetrare nel dito, di fatto impedendovi di alzare il piombo anche di qualche millimetro;

oppure

  • l’amò resterà poggiato con la punta sul dito, di fatto facendovi sollevare il peso senza sentire dolore.

 

E’ evidente che se non riuscite a sollevare il piombo, avete scelto la grammatura giusta per quell’ amo. Sadicamente, se continuaste a sollevare il piombo, l’amo entrerebbe nel dito fino alla sua curvatura. Perfetto!

Il test è facile, a volte semplificativo, ma molto utile per chi è alle prime armi e vuole evitare errori grossolani, come adoperare grammature tipiche del feeder con ami tipici del Carpfishing.

Ma il test, oltre al check immediato di un terminale prima del lancio, ci fa’ riflettere molto su altri aspetti del sistema amo / grammatura del piombo. Per esempio ci dimostra che:

  • se facessimo il test con un amo nuovo occorrerebbero meno grammi rispetto a quelli per un amo usato. Ecco l’importanza di variare la grammatura o provare ad affilare l’amo;
  • se utilizzassimo un piombo in-line (quando possibile) avremmo maggior probabilità di ferrata;
  • se utilizzassimo piombi di forma compatta, l’ effetto di auto-ferrata sarebbe più rapido;
  • se utilizzassimo ami con sezione più spessa richiederebbero maggiori grammatura se paragonati ad ami dello stesso numero, ma più sottili.
  • se dovessimo lanciare molto lontano, non avremmo nessun problema ad aumentare la grammatura del piombo rispetto a quella necessaria per l’auto-ferrata
  • se fossimo “costretti” dalle circostanze ad usare grossi ami, e di conseguenza grossi piombi, ci preoccuperemmo di usare le lead clip, così da perdere il piombo in fase di recupero. Ad ogni modo è sempre meglio qualche grammo in più che in meno.

Sono certo che la prossima volta che andrete a pesca, anche solo per curiosità, proverete a fare il test.

Good Vbes!

D’Intino Valentino

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