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Quando siamo piccoli commettiamo continuamente errori che ci portano ad apprendere, ad esempio, a camminare. Non abbiamo pregiudizi, ma solo qualcuno che ci dice come mettere i piedi e ci incoraggia a non mollare. Quando iniziamo a pescare, dopo solo qualche cattura, ci sentiamo esperti del settore, sappiamo già tutto. Non riusciamo a renderci conto di non sapere nulla, questo blocca il processo d’apprendimento delle diverse tecniche di pesca. Perché? Perché siamo vittima dell’ effetto Dunning-Kruger!

Mi irrito molto (ho scritto irrito ma volevo scrivere “incazzo”) quando ho a che fare con un pescatore che sà di sapere tutto. Osserva i nuovi prodotti con sufficienza, li sminuisce, così come sminuisce le nuove tecniche. La pesca non ha più segreti e qualsiasi altro pescatore può solo imparare da lui. Il problema è che non parliamo di un settantenne con cinquant’anni di esperienza di pesca, ma di un trent’enne che pesca si e no due volte al mese, se la moglie decide di lasciarlo andare.

Ma perche si comporta così? La spiegazione è nei “bias cognitivi”. I bias cognitivi sono processi mentali per cui ci creiamo una nostra realtà soggettiva sulla base dell’ interpretazione delle informazioni in possesso portandoci ad un errore di valutazione o comunque mancanza di oggettività. Quindi? In soldoni vuol dire che nonostante peschiamo da poco, per cui con un bagaglio tecnico minimo, valutiamo sempre a nostro favore qualsiasi cosa accada, mancando di oggettività. Ma c’è di più.

In passato due ricercatori hanno studiato uno di questi “baias” arrivando a definire l’ EFFETTO DUNNING-KRUGER. Volendolo spiegare in poche parole, questo inganno mentale sintetizza che: più sei ignorante in un tema, meno sai di esserlo. Pazzesco. In pratica quando peschiamo e siamo alle prime armi, commettiamo degli errori (di tecnica e di valutazione) che non riusciamo a vedere nemmeno dopo averli commessi.

In pratica tutte le volte che il nostro cervello spiega il cappotto con “oggi il pesce non mangia”, “mi è capitato un brutto picchetto”, “quello di fianco a me aveva innescato qualcosa di vietato”, “questa notte c’è stata la luna piena” o altre fantastiche scuse, siamo vittime incoscienti dell’ Effetto Dunning-Kruger. La colpa di tutti i cappotti è sempre attribuita ad una mancanza di fortuna e MAI ad una mancanza di abilità. Ci convinciamo da subito delle nostre capacità e distorciamo la realtà fino a plagiarla per giustificare le azoni compiute. Non ci credete?

In uno studio è stata fatta scegliere, tra due foto, quella con il volto più attraente. Poi è stato chiesto di spiegare la scelta, mostrando però la foto scartata. Il 75% degli intervistati ha argomentato la scelta della foto “sbagliata”. Non si sono accorti di avere di fronte la scelta scartata, ma hanno trovato ugualmente delle spiegazioni valide per giustificare la loro scelta. Ecco perchè non giudico mai una situazione da un racconto, perchè il ricordo dell’ accaduto è stato “plagiato” dalla nostra mente per essere coerente con le nostre idee. Per cui ci convinciamo e non riusciamo a capire quanto siamo nell’ignoranza. E vi dirò di più: siamo tutti vittima dell’ Effetto Dunning-Kruger. Tutti siamo ignoranti in qualcosa: in una tecnica di pesca, in un prodotto, ecc.

Sono convinto che molti di voi, dopo aver letto fin qui, si saranno fatti un esame di coscienza per tutte le volte che sono stati vittima dell’ Effetto Dunning-Kruger, per tutte le volte che hanno inveito contro un “buona pesca”, un amo aperto o una boilies non catturante. La buona notizia è che possiamo fare qualcosa per non essere sopraffatti. Basta seguire questi tre punti:

  1. è importante conoscere e imparare nuove cose per capire cosa non capiamo;
  2. cercare un mentore per accelerare l’apprendimento e riconoscere più facilmente l’errore;
  3. focalizzare l’attenzione su un argomento specifico di una tecnica, piuttosto che su tutta la tecnica, per notare meglio dove sbagliamo.

Un altro consiglio è quello di leggere i libri di settore (pescatori che hanno vissuto sulle sponde dei laghi come Rod Hutchinson, Tim Peasley, ecc) oppure vedere i video dei “big” che trovate gratuitamente su Youtube oppure continuando a seguire il mio blog 😉

Questo vi aiuterà a capire di “non sapere”, riconoscendo oggettivamente gli errori e migliorando molto la tecnica di pesca, qualsiasi essa sia.

Ci sono ancora due cose che dovete sapere sull’ Effetto Dunning-Kruger:

  1. non è una prerogativa dei “novellini” ma anche degli “espertoni”. Chi è molto esperto e poco umile, non riconosce di non sapere qualcosa, cadendo nel tranello;
  2. ognuno deve rendersi conto dei propri bias cognitivi e non applicarli su gli altri, eliminando così ogni presa di posizione tra le persone (da fastidio, vero?)

Parafrasando un aforisma di Bertrand Russell: Il problema del mondo è che i pazzi e i fanatici sono sempre estremamente sicuri di sé stessi, mentre i più saggi sono sempre pieni di dubbi. In definitiva è l’umiltà il vero “accessorio” che dovremmo sempre portare a pesca 😉

Good Vibes!

D’Intino Valentino

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