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Tutti noi carpisti abbiamo un proprio punto di vista sull’efficacia dell’uso dei “liquidi attrattivi”. A volte ci facciamo condizionare dalle esperienze personali, spesso diamo fiducia ai consigli dei nostri amici.

C’è chi vuole risparmiare e quindi non usa liquidi. Chi li usa, ma non è convinto di quello che sta facendo. Chi non sa usarli, e li usa male. Chi dippa sempre e comunque le boilies prima di usarle. Come disse “quello” una volta: il mondo è bello perchè è avariato.

L’argomento “liquidi attrattivi” è molto interessante. Quale fondamento scientifico abbiamo per definire l’efficacia o meno di un liquido attrattivo? Se escludiamo l’apparato chemorecettivo della carpa, ovvero la sua indiscussa capacità di rilevare sostanze chimiche disciolte in acqua, non sappiamo a priori se l’aggiunta di un liquido possa aumentare l’attrattività di un’esca. In pratica, non abbiamo la certezza che stiamo migliorando la situazione.

Occorrerebbero dei test fatti sul campo, i quali dovrebbero tener conto:

  1. delle centinaia di variabili chimico-fisiche che regolano l’ecosistema lacustre;
  2. della impossibilità di avere le stesse identiche condizioni in due punti differenti dello stesso spot.

Non è decisamente facile. Ma non impossibile. Tant’è che qualche settimana fà sono stati pubblicati due video, su Youtube, che trattano questo argomento. I video sono stati prodotti da Rob Wootton, un famoso angler inglese. Anche se Rob ha utilizzato la tecnica del method feeder, i risultati ottenuti sono contestualizzabili nel carpfishing. Le dinamiche della tecnica feeder e il fatto che i test siano stati effettuati in carpodromo, rendono i video interessanti anche per chi mette i pellet nella retina PVA invece di ammollarli.

Premessa

Ovviamente il test non ha nessuna rilevanza scientifica, ma pone l’attenzione su un trend di catture effettuate con l’utilizzo dei liquidi attrattivi.

I Test

Rob ha effettuato due tipi di test. Il primo per verificare l’efficacia dell’uso del liquido attrattivo, mentre il secondo per cercare il liquido migliore. Per rendere i test il più’ oggettivi possibili, Rob ha utilizzato due canne montate con la stessa attrezzatura. Stesso filo, stesso pasturatore, stesso innesco. Le canne sono state clippate alla stessa distanza e i pasturatori distanziati tra di loro, così da non influenzarsi. A metà giornata, le canne sono state invertire, così da escludere l’ipotesi che un punto sia più favorevole dell’altro.

Test 1

Nel primo giorno di test, Rob ha utilizzando un pellet al krill. In una ciotola ha versato il pellet preparato con sola acqua (unflavoured) e nell’altra ha aggiunto un liquido dolce e zuccherato a pellet pronto (flavoured). Al termine del test, nonostante le catture non siano state abbondanti, c’è stata una preferenza dei pesci verso il pellet flavoured, con 6 catture rispetto a 2. Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=Ul_BzZ1i60M

Test 2

Nel secondo giorno di test, Rob ha utilizzato due diversi tipi di liquidi così da confrontarne l’efficacia. Un liquido dolce e zuccherato da una parte, un liquido speziato dall’altra. Sempre lo stesso pellet da pastura di base, sempre la stessa attrezzatura. Unica dfferenza, Rob ha deciso di condurre questo test in un lago di dimensioni maggiori rispetto al primo. Il test ha evidenziato una preferenza del liquido dolce da parte delle carpe, e salato da parte delle bream. Il numero delle catture, in questo caso, è stato di 6 pesci per il liquido speziato e 4 pesci per quello dolce. Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=Be8pPNCMx1Q

Considerazioni

L’esperimento condotto da Rob è stato molto interessante. E’ pur sempre istruttivo discutere di dati e risultati estrapolati da un test, piuttosto che appellarci alle sole esperienze e sensazioni personali.

Secondo il mio punto di vista, un carpista può far sue queste cinque considerazioni:

  1. L’aggiunta o meno di un liquido nelle esche ha una rilevanza non trascurabile. Siamo sempre tutti convinti che la tecnica e l’allenamento siano i fondamentali, ma un’esca dippata è, con molta probabilità, più’ attrattiva;
  2. Aggiungere un liquido non deve essere una regola. A volte un’esca “scarica” può far la differenza, ad esempio, in presenza di pesce di disturbo. Ragioniamo, prima di agire;
  3. I liquidi possono attrarre sia con la loro componente aromatica, ma anche con il gusto che donano all’esca. Ricordiamocelo la prossima volta che apriremo la confezione del liquido attrattivo per annusarlo;
  4. Con tutta probabilità, ogni specie ha una sua preferenza. Possiamo sfruttare questa assunzione per provare a fare “selezione”;
  5. Torniamo a parlare di colori. Eh si, anche qui. I liquidi (non tutti però) hanno la capacità di colorare, oltre che addizionare flavours e sapori. Questa capacità del prodotto non va sottovalutata. Potremmo voler modificare un colore a nostro vantaggio, oltre che aumentare la sapidità dell’esca. Anche perché, come abbiamo appreso dagli altri articoli, il colore e la vista sono fondamentali.

Come spesso succede nel carpfishing e nella pesca in genere, non c’è una regola. Bisogna provare, testare, valutare, aggiustare il tiro… inzuppare o non inzuppare, questo è il dilemma!

 

Good Vibes!

Valentino D’Intino

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