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A vent’anni , per aumentare le chance di fare colpo sulle ragazze, frequentavo assiduamente la palestra. Oltre ai tremendi pasti ipocalorici a base di albume, tonno e frutta secca, assumevo anche tavolette di amino acidi ramificati. Un periodo di merda, lo so. Ma ci siamo passati tutti. A dire il vero, qualcuno della mia età ancora né esce.

Parallelamente, negli stessi anni, mi appassionavo maggiormente al “self-made”. Un vocabolo molto meno in voga, rispetto al passato. Tanti carpisti moderni non si producono più le boilies in casa. Li capisco, le ready made commerciali sono molto buone, se paragonate a quelle che giravano nei negozi dei primi anni 2000. Nessuno ti chiedeva se sapessi cosa fosse il robin red, piuttosto se avessi del conservante da prestare. L’equazione faccio carpfsihing = mi devo rollare le palline era la routine.

Nella continua ricerca di ricette oscure, agenti segreti, additivi miracolosi, mi stupii di trovare gli amino acidi nella lista degli ingredienti delle boilies. Tra l’altro, da poco ho saputo che fu Rod Hutchinson il promotore degli amino acidi nelle boilies.

Feci subito l’analogia amino acidi = crescita. Io assumevo amino acidi per “accrescere” la massa muscolare, per cui ipotizzai che gli amino acidi nelle boilies servissero a “nutrire” le carpe. A farmi cambiare idea è stata la scoperta della “chemorecezione“, cioè la capacità delle carpe di percepire le sostanze chimiche disciolte nell’acqua. Da lì in avanti, gli aminoacidi ebbero un altro significato. Una finalità diversa. Mi spostai dalla nutrizione all’attrazione.

Prima di andare avanti con il discorso, facciamo alcune precisazioni. Cominciamo nel definire semplicisticamente gli amino acidi. Questi sono i “mattoni” che compongono le proteine, quindi la massa muscolare degli esseri viventi. Ne sono stati isolati ben 23, ma solo 10 di questi sono amino acidi essenziali per le carpe, dove il termine essenziali indica quelli che la carpa non riesce a sintetizzare da sè, ma deve assumerli dalla dieta quotidiana.

Secondo alcuni studi effettuati sulle carpe, la mancanza di questi amino acidi essenziali blocca la crescita. Direi che sono veramente essenziali. Comunque, basta reinserirli per vedere le carpe tornare a crescere. Volete sapere quali sono questi 10 “essenziali”?

Eccoli: arginina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina.

Quindi basterebbe fornire delle proteine contenenti questi amminoacidi per costruire un’esca perfetta? Non proprio.

Gli amino acidi devono essere “biologicamente disponibili”. Potremmo inibire la loro assunzione facendoli reagire con altre molecole. Per questo motivo ho la fissa di inserirli nelle boilies dopo averle cotte e asciugate. In questo caso il liquido amminoacidico ha meno possibilità di reagire con gli altri elementi.

In che maniera lo faccio? Bagnando le boilies con il liquido amminoacidico qualche giorno prima di andare in pesca. La boilies sarà pregna di liquido che, a contatto con l’acqua, andrà in soluzione, pronto per essere trovato dal sistema chemorecettivo delle carpe.

Magari qualcuno più attento di voi avrà pensato: “ma io, per fare le boilies, uso farine proteiche che contengono già amino acidi“. E’ giustissimo. C’è un però. Gli aminoacidi contenuti nelle farine, per essere percepiti dalle carpe, devono prima diluirsi in acqua. Non è un processo semplice, visto che abbiamo amalgamato le farine con un collante che successivamente abbiamo gelificato. Si, sto parlando dell’uovo.

Quando lasciamo le boilies in acqua, anche per molto tempo (non tutte), tendono a rimanere consistenti (è quello che volevamo, lo so). Questo implica che la maggior parte della struttura della boilies rimane intatta. Le farine si sciolgono sono in un piccola parte. La boilies, in questo caso, è di per sè un’ottima fonte di cibo, ma non attrattiva. Ne faccio un problema di velocità di entrata in pesca dell’esca, certo, e non di qualità o nutrizione. Prima riesco a fornire gli amino acidi alla carpa, prima la mia esca verrà vagliata e…mangiata.

Ecco perché, secondo il mio punto di vista, l’aggiunta di amino acidi liquidi e solubili riveste un ruolo attrattivo, e non nutritivo, al pari di un flavours o di un olio essenziale.

Gli amino acidi sono utili a tutti i carpisti, sia ai self-maker sia a chi acquista le ready-made in negozio. Possiamo, infatti, decidere di aggiungere gli amino acidi anche a boilies già pronte. Aumenteremo l’attrazione e diminuiremo i tempi d’attesa di entrata in gioco della pallina.

Tra l’altro, trovo personalmente più efficace aggiungere i liquidi aminoacidici su palline già rollate piuttosto che inserirli durante le fasi di rollatura e cottura. Sono dell’ idea (ma non ho riscontri scientifici) che gli aminoacidi non siano termostabili (resistenti alla cottura), per cui rischiamo di offrire qualcosa di  “modificato”. Ripeto, non ho la certezza di quanto detto, ma aggiungendo liquidi su palline pronte, tendo ad escludere il problema.

In conclusione, potete usate i liquidi aminoacidici per bagnare le boilies, lo stick-mix, preparare sacchetti PVA o per ravvivare boilies secche. Qualsiasi esca ne beneficierà.

Un ultimo consiglio: evitate di portarvi in pesca le confezioni da litro di amino acidi: con il caldo e i raggi diretti del sole, il liquido potrebbe… modificarsi (stesso discorso della cottura). Travasatelo in contenitori più piccoli oppure usatelo tutto.

 

Good Vibes!

Valentino D’Intino

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