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(Tempo di lettura 4,30 min)

 

In questo articolo parleremo di cosa succede al pesce quando viene catturato e quali sono le precauzioni fondamentali che aiutano ad allungare la vita delle carpe.

 

100% Catch & Release | Karpfenangeln | Carp fishing videos, Fishing videos, Happy fishing

 

Prima di tutto mi complimento con te.

 

Ti stai chiedendo il perché?

 

Perché, se stai leggendo questo articolo, vuol dire che non sei un carpista che vuole soltanto raggiungere il suo obiettivo a discapito della salute del pesce,ma che sei un carpista coscienzioso e che ha ben chiara la prima regola del Carpfishing.

 

 

Le regole: strumenti che aiutano a crescere, non comandi - Consulenza EducativaLa prima regola del Carpfishing non è catturare a tutti i costi la carpa più grande, ma è la tutela della carpa.

 

Infatti, nel paese dove è nato il Carpfishing (Inghilterra) è più di un secolo che si pratica il catch & release (C&R), ovvero catturare e rilasciare i pesci per tutelare i grossi esemplari di carpa.

 

Anche se il catch & release (C&R) è molto diffuso tra i carpisti, credetemi, molti “pescatori” fanno fatica a comprenderlo.

 

“Ho visto cose che voi umani…” cit. XD

 

Ormai è chiaro che la carpa, anche se catturata più volte durante la sua vita, sopravvive e continua a crescere.

 

Questo vuol dire che il C&R è la soluzione.

 

Ma stanno veramente così le cose?

 

Per rispondere a questa domanda ho cercato studi scientifici a riguardo e dati sullo stress post cattura. All’inizio, devo ammetterlo, non credevo di trovare qualcosa, ma mi son dovuto subito ricredere. Questo argomento è abbastanza documentato grazie a studi molto dettagliati

 

Mi sono anche affidato all’aiuto della dott.ssa Morara Noemi con la quale abbiamo analizzato alcune pubblicazioni.

 

N.B. – Tutti gli studi analizzati li trovate linkati alla fine di questo articolo.

 

In questi articoli si parla di cortisolo, lattato, etc., tutti argomenti che io ho cercato di semplificare al massimo per renderli disponibili anche a coloro che non sono del settore e/o che non hanno familiarità con questi termini tecnici e sostanze. 

Effettivamente, l’obiettivo dell’articolo non è quello di prendere una laurea in biologia, ma di capire quali sono gli effetti sulla carpa nel post cattura.

 

Quindi, che cosa succede al pesce quando viene catturato?

 

La cattura è sicuramente un evento traumatico per il pesce e questo lo si può riscontrare dalle analisi del sangue. 

 

A documentare questa affermazione ci sono degli studi effettuati sugli storioni e sulle carpe dai quali sappiamo che:

 

  • Nel post cattura ci sono oggettive modifiche nel valori del sangue;

 

  • I valori ematici sono più alterati nei pesci che hanno combattuto più a lungo, in acque più calde, in correnti del fiume più elevate e a profondità maggiori (barotrauma);

 

  • I livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, sono più elevati nei pesci di piccole dimensioni.

 

  • L’esposizione all’aria aumenta i livelli di cortisolo, riducendo le capacità di spostamento del pesce, quando questo viene rilasciato;

 

  • Lo stress post cattura riduce la capacità di alimentazione con la conseguente diminuzione del tasso di crescita;

 

  • Una detenzione lunga in sacca crea dei danni ai tessuti, come lo sbiancamento delle pinne o le pance rosse.

 

Dunque, come dovremmo comportarci? Dobbiamo smettere di pescare?

 

Assolutamente no. 

 

Difatti, in un altro articolo è specificato come le carpe, dopo questa fase di stress, tornino alle condizioni “normali”, continuando a crescere e a riprodursi. 

 

Però, questo non giustifica i comportamenti scellerati di alcuni carpisti che trattengono per molto tempo le carpe nelle sacche, vuoi per svogliatezza o semplicemente per fare una foto.

 

Dobbiamo sempre ricordarci che in quei minuti in cui il pesce è sul materassino o sulla sacca, sta soffrendo.

 

Per cui, cosa possiamo fare per ridurre lo stress post cattura di una carpa? 

 

7 consigli per allungare la vita delle carpe

 

Gigantica Carp - Main Lake | The Carp SpecialistEcco 7 consigli che, se praticati, daranno maggior chance di sopravvivenza e un minor tempo di recupero alla carpa.

 

E’ buona regola, dunque:

 

 

 

1 – Utilizzare la sacca di mantenimento per un tempo ridotto, necessario solo a prepararci per la foto;

 

2 – Acquistare delle luci specifiche per le foto notturne, evitando così di trattenere le carpe perchè la foto non si vede…

 

3 – Avere il “coraggio” di rilasciare la carpa anche senza una foto, se non ci sono le condizioni di luce, di qualcuno che ci scatta una foto o altri imprevisti. 

 

Attendere mezza giornata qualcuno che ci venga a fotografare non farà di voi un bravo pescatore e, soprattutto, una brava persona… 

 

4 – Avere sempre disponibile un disinfettante. Un piccolo accorgimento che minimizza il rischio d’infezione. Meglio prevenire che curare, giusto?;


5 – Avere un picchetto dove poter bloccare il cellulare per un autoscatto. 

 

6 – Evitare di “lavare” il pesce dal suo muco. Non dovete rendere splendente la livrea della carpa togliendo sporcizia e muco, semplicemente perché la carpa ha bisogno di protezione.

 

Il muco evita che la carpa venga a contatto con batteri pericolosi per la sua salute. Semplicemente potete buttare acqua sul pesce per tenerlo bagnato, ma senza passare ripetutamente le mani come tergicristalli;

 

7 – Sollevare la carpa mettendo una mano sotto la pinna anale e una sotto la pinna ventrale, evitando così le parti morbide. 

 

Ancora pochi sanno che tutti gli organi vitali del pesce come cuore, fegato ecc si trovano tra le due pinne. Assolutamente mai in piedi e con le braccia distese: la carpa potrebbe cadere e battere proprio nei punti vitali.

 

Purtroppo, molti carpisti non seguono queste linee guida e spesso mettono davanti alla salute delle carpe una foto di qualità.

 

Molto spesso, dietro una bellissima foto, ci sono ore di “detenzione” ed interminabili minuti di esposizione.

 

Il nostro modo di agire sarà direttamente responsabile della vita o della morte di una carpa, così come di una tecnica, di un movimento.

 

Per questo motivo condivido articoli come questi, per aiutare le nuove generazioni di carpisti nell’ apprendere un metodo

 

Continua a leggere articoli come questi e condividili con i tuoi amici carpisti se ritieni che siano utili. 

 

Ogni volta che vediamo un carpista “maltrattare” una carpa, dobbiamo assumerci (in parte) la responsabilità. Perciò, diamoci da fare.

 

La strada da seguire è semplice:

 

  • Apprendi più nozioni possibili sulla carpa e sul suo ambiente;

 

  • Acquisisci la tecnica indispensabile per praticare correttamente il Carpfishing;

 

  • Pesca più che puoi, anche per poche ore;

 

  • Condividi il tuo sapere con gli altri carpisti;

 

  • Divertiti.

 

Se vi è piaciuto l’articolo, e volete approfondire la biologia della carpa, potete leggere questi articoli:

 

  1. L’aroma è tuo nemico se lo scegli con il naso (Clicca qui);
  2. Cosa induce la carpa ad aspirare la tua esca (Clicca qui);
  3. Come funziona la vista della carpa (Clicca qui);
  4. Le carpe ci ascoltano? (Clicca qui);
  5. Perchè le carpe saltano? (Clicca qui);

 

Fatene buon uso.

Good Vibes!

Valentino D’Intino

Carpa fotografata con autoscatto

 

 

Bibliografia:

 

 

IL CARPFISHING FA SCHIFO...

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